3 Maggio 2011
Immaginiamo spesso la volpe come un animale furbissimo, scaltro. E di una bellezza incredibile. E adesso, immaginiamo di trovarne 6, come i componenti del gruppo.
I Fleet Foxes sono una giovane band americana, con soli due album all'attivo e 'solamente' un disco di platino in Gran Bretagna,
e più di 211.000 copie vendute in America.
Secondo appuntamento superato.
'Helpessness Blues' è un album vario, con arrangiamenti assai elaborati, e con melodie quasi immediate, ma con un sapore del tutto particolare.
Bob Dylan, Crosby, Stills & Nash, Neil Young, Ennio Morricone; sono le influenze che caratterizano questo album.
Colpisce molto la varietà di questo disco, risultando non eccessivamente prolisse ma molto naturali.
Il biglietto da visita è la prima 'Montezuma', brano caratterizzato da un arrangiamento molto semplice che si avvicina ad un brano quasi a cappella.
Qui gli strumenti sono in secondo piano, accompagnando la serie di cori verso il secondo brano, 'Bedouin Dress'.
Si respira decisamente un'aria anni '60, dove è predominante la varietà di strumenti e un'ottima abilità nel comporre.
'Sim Sala Bim' è il brano che mi ha colpito di più dell'album , qui la voce è accompagnata dalla chitarra per poi evolve e
creare un'atmosfera particolarissima, con una piccola sorpresa strumentale nel finale.
'Someone You'd Admire' riesce ad essere convincente nonostante la povertà di strumenti in confronto a tutto il disco. Semplice chitarra e voce.
Quest'ultima è il punto di forza del disco, riesce a colpire e a non stufare.
'The Shrine/An Argument' è il brano più complesso dell'album.
Introdotta anch'essa da chitarra e voce, nei suoi 8 minuti troviamo un tessuto di strumenti molto vario.
'Helpessness Blues' convince.
Per una giovane band convince e anche molto, scrivere un disco Folk rock con una varietà cosi eccezionale non è cosa da tutti. Specialmente a questa età.
Band che va seguita, nel bene e nel male, ce ne farà vedere delle belle.
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